Come praticare la devozione ai primi nove venerdì del mese

Praticare la devozione ai primi nove venerdì del mese significa entrare in un cammino di amore e riparazione verso il Sacro Cuore di Gesù, offrendo nove prime giornate mensili, consecutive, dedicate all’Eucaristia, alla Confessione, alla comunione e alla preghiera riparatrice. Questa pratica, profondamente radicata nella spiritualità cattolica, è stata diffusa a partire dalle apparizioni ricevute da santa Margherita Maria Alacoque tra il 1673 e il 1675, nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, in Francia. In quelle visioni, Gesù le mostrò il proprio Cuore “circondato di spine”, simbolo dell’indifferenza e del peccato degli uomini, e chiese atti di amore, adorazione e riparazione. Tra le richieste più specifiche, vi fu proprio quella di ricevere la santa Comunione il primo venerdì di nove mesi consecutivi, come segno di fedeltà e risposta al Suo amore ferito.

Etimologicamente, il termine “devozione” viene dal latino devotio, da devoveo, che significa “consacrare, votare, dedicare solennemente”. Una devozione, dunque, non è un atto occasionale, ma una forma di dedizione stabile, fedele, profonda. Nel caso dei nove primi venerdì, la devozione si radica nel desiderio di rispondere all’amore del Cuore di Cristo con costanza, e di accompagnarlo nella Sua passione d’amore per l’umanità. Il venerdì, giorno della crocifissione, è liturgicamente sempre associato al sacrificio redentivo. Ed è proprio in questo giorno che la Chiesa invita i fedeli a unirsi al Cuore trafitto del Salvatore con spirito di riparazione.

Per praticare correttamente questa devozione, è necessario innanzitutto comprendere il significato spirituale che la anima. Non si tratta di una sequenza automatica o magica, ma di un percorso di interiorizzazione del mistero del Sacro Cuore. Gesù ha promesso che a chi farà questa pratica con fede, concederà la grazia della perseveranza finale e della morte in stato di grazia. Ma il cuore della devozione non è la promessa, è l’amore. Ogni primo venerdì del mese diventa allora un piccolo Venerdì Santo: un giorno in cui l’anima accompagna Cristo nell’Eucaristia, si lascia ferire dalle sue ferite, e lo consola con la propria offerta.

La pratica concreta prevede che per nove mesi consecutivi, nel primo venerdì di ciascun mese, si riceva la santa Comunione in stato di grazia. È quindi necessario confessarsi prima, anche nei giorni immediatamente precedenti, purché si abbia il cuore disposto. La comunione va ricevuta con intenzione esplicita di offrire riparazione al Sacro Cuore, e questo può essere fatto con una preghiera semplice e personale, anche solo dicendo interiormente: Gesù, ricevo questa comunione per amore del tuo Cuore ferito, in riparazione dei peccati miei e del mondo intero.

Oltre alla Messa e alla Comunione, è opportuno dedicare un tempo all’adorazione eucaristica, anche breve. Fermarsi davanti al tabernacolo, restare in silenzio, guardare, adorare. Il Cuore di Gesù nell’Eucaristia è il centro di questa devozione: è lì che batte ancora oggi il suo amore ferito, è lì che attende la risposta. Molti fedeli recitano, in questo giorno, le Litanie del Sacro Cuore, o il Rosario meditato con i misteri dolorosi, oppure una preghiera composta da santa Margherita Maria, come quella che dice: Cuore di Gesù, io ti adoro, ti amo, ti offro l’omaggio del mio povero cuore. Si può anche consacrare sé stessi al Cuore di Gesù, con formule approvate dalla Chiesa, come atto di affidamento personale.

È importante mantenere la fedeltà. Se per qualche motivo grave si perde un venerdì, si ricomincia da capo. La devozione chiede perseveranza, costanza, amore vero. Non è un rito da completare, ma un cammino da vivere. Molti santi hanno vissuto questa pratica con intensità, e ne hanno testimoniato i frutti spirituali: pace interiore, desiderio di purezza, maggiore delicatezza di coscienza, amore più profondo per l’Eucaristia, e uno slancio di carità che nasce dalla compassione per il Cuore di Cristo.

La devozione ai primi nove venerdì educa a vivere con un cuore che si dona. Ogni mese diventa un passo nella conversione. Ogni comunione, un incontro che guarisce. Ogni venerdì, un’ora sotto la croce, in silenzio, per dire: io ci sono. Non sei solo.

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