Recitare il Rosario delle Piaghe significa entrare con amore e compassione nel mistero della Passione di Cristo, meditando le ferite del Suo corpo come sorgenti di guarigione per l’umanità. È una preghiera intensa e semplice, rivelata da Gesù alla mistica francese suor Marie-Marthe Chambon, monaca visitandina vissuta tra il 1841 e il 1907 nel monastero di Chambéry. A lei il Signore manifestò che le Sue Sante Piaghe sono “tesori nascosti”, “armi contro l’inferno”, “fonte di grazia per i peccatori”, e che ogni atto di offerta e riparazione fatto attraverso queste ferite è immensamente gradito al Suo Cuore. Il Rosario delle Piaghe è dunque una forma di intercessione, di contemplazione dolorosa e d’amore, che unisce la sofferenza di Cristo alla sofferenza del mondo, e le offre al Padre per la salvezza di tutti.
Etimologicamente, “piaga” deriva dal latino plaga, che significa “colpo, ferita”. Nella tradizione biblica e cristiana, le piaghe del Messia non sono solo segni di dolore, ma strumenti redentivi. “Per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Isaia 53,5): questa frase profetica, citata anche nella Prima Lettera di Pietro, è il fondamento spirituale di questa devozione. La parola “rosario” viene dal latino rosarium, cioè “corona di rose”, indicando una preghiera che si offre come una ghirlanda spirituale alla Vergine o, in questo caso, a Cristo stesso, in memoria delle Sue sofferenze.
Per recitare correttamente il Rosario delle Piaghe, si usa una comune corona del Rosario, composta da cinque decine, ma con formule specifiche. Si comincia con il segno della croce, e si può iniziare con la preghiera che suor Marie-Marthe recitava come atto iniziale: “O Gesù, divino Redentore, abbiate misericordia di noi e del mondo intero. Amen”. Poi si può dire: “Santissimo Dio, potente Dio, Dio immortale, abbiate pietà di noi e del mondo intero. Amen”. Quindi si può recitare il Credo, come atto di fede, e iniziare la sequenza delle decine.
Sui grani grandi del Rosario, invece del Padre Nostro, si dice:
“Eterno Padre, io vi offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire le piaghe delle anime nostre.”
Sui grani piccoli, invece dell’Ave Maria, si ripete per dieci volte:
“Gesù mio, perdono e misericordia, per i meriti delle vostre Sante Piaghe.”
Si procede così per cinque decine. Alla fine, si può aggiungere per tre volte la formula:
“Eterno Padre, io vi offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire le piaghe delle anime nostre.”
Tutta la preghiera si svolge in un clima di raccoglimento e compassione, senza fretta. È bene meditarla davanti a un crocifisso, lasciando che ogni parola penetri lentamente. Non si tratta solo di ripetere, ma di unire il cuore alla sofferenza di Cristo, come fece la Vergine Maria sotto la croce. Ogni invocazione è un atto di offerta. Ogni ripetizione è una goccia d’amore versata nella ferita del mondo. Gesù promise a suor Marie-Marthe che ogni volta che si recita questa preghiera con fede, si versa una pioggia di grazie sulle anime, in particolare sui peccatori e sui moribondi.
Il Rosario delle Piaghe può essere recitato ogni giorno, ma in modo particolare il venerdì, giorno liturgico della Passione, o durante la Quaresima. Può essere offerto per i malati, per i defunti, per le anime del Purgatorio, per la conversione dei cuori, per la pace. È una preghiera semplice, alla portata di tutti, ma potentemente efficace. È un balsamo spirituale che, passando per le piaghe del Salvatore, discende sulle ferite dell’umanità.
Chi prega con amore il Rosario delle Piaghe entra in un cammino di consolazione reciproca: consola Cristo, e si lascia consolare da Lui.
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