Come recitare il Breviario (Liturgia delle Ore) da laico

Recitare il Breviario da laico significa entrare nella preghiera ufficiale della Chiesa, unendosi al coro spirituale che, giorno e notte, loda Dio e intercede per il mondo. La Liturgia delle Ore non è riservata solo ai sacerdoti o ai religiosi: è, per volontà del Concilio Vaticano II, aperta a tutti i fedeli che desiderano santificare il tempo e trasformare la propria giornata in offerta. Per il laico, questo significa vivere la vita ordinaria con un cuore monastico: pregare nel tempo, dentro il tempo, per trasfigurare il tempo. Anche se si recita da soli, non si è mai soli: ogni salmo, ogni cantico, ogni invocazione è parte di un respiro più grande, che unisce la Chiesa in cielo e in terra.

Etimologicamente, il termine “breviario” deriva dal latino breviarium, che significa “compendio”, “sintesi”. È infatti la raccolta ordinata delle preghiere, salmi, inni e letture che costituiscono la Liturgia delle Ore. Questa preghiera ha radici molto antiche: fin dai primi secoli, i cristiani pregavano a ore fisse del giorno, imitando l’uso ebraico e prolungando la memoria della Passione di Cristo nelle varie ore del giorno. Con san Benedetto, nel VI secolo, nasce un primo ordinamento stabile della preghiera giornaliera nel suo monastero: sette ore diurne e una notturna, secondo il versetto del Salmo 118: “Sette volte al giorno io ti lodo”. Col tempo, questo ordinamento si struttura nel breviario, il libro che contiene tutto ciò che serve per pregare le Ore.

Per il laico che desidera recitare il Breviario, il punto di partenza è la scelta delle ore da pregare. Non è necessario recitarle tutte: la Chiesa propone, ma non impone. Le ore principali accessibili a tutti sono tre: le Lodi mattutine, per offrire il nuovo giorno; i Vespri serali, per consacrare il tempo che tramonta; e la Compieta, prima di dormire, come affidamento. Chi può, può aggiungere l’Ora Media o l’Ufficio delle Letture, ma non c’è obbligo: ciò che conta è la fedeltà, la regolarità, l’amore.

Ogni ora liturgica segue uno schema preciso. Si inizia con il segno della croce e la formula introduttiva: “O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto”, seguita dal “Gloria al Padre”. Poi si recita l’inno, che cambia secondo il tempo liturgico e l’ora. Dopo l’inno, si proclamano i salmi: ogni ora ha una disposizione propria, con antifone prima e dopo ogni salmo. I salmi non sono solo preghiere antiche, ma parole vive, incarnate. Il fedele li assume come voce propria, anche quando non si sente pienamente rappresentato: prega con e per tutta la Chiesa.

Dopo i salmi si legge un brano breve della Scrittura (lettura breve), seguito da un responsorio. Nelle Lodi si proclama poi il Benedictus, il cantico di Zaccaria; nei Vespri, il Magnificat, il cantico di Maria. Questi cantici sono il vertice dell’ora: parole del Vangelo che la Chiesa recita ogni giorno, nel cuore della propria liturgia. Seguono le intercessioni, poi il Padre Nostro, e infine la preghiera conclusiva, diversa per ogni giorno, tratta dal Messale.

Per recitare il Breviario è utile avere un’edizione cartacea ben ordinata, come la Liturgia delle Ore in quattro volumi o in edizioni ridotte per i laici, ma si può usare anche una versione digitale, purché fedele al testo liturgico. All’inizio può sembrare complesso: tra antifone, salmi, memoria dei santi, tempi liturgici… ma col tempo tutto si semplifica, diventa ritmo, respiro, dimora.

È bene ritagliarsi un momento e un luogo fisso: una sedia davanti a una croce, una candela, un angolo silenzioso. Si prega con calma, lentamente. Se si è distratti, si offre la distrazione. Se si è stanchi, si offre la fatica. Il Breviario non è un compito, ma un altare. È preghiera che scorre come fiume, e che piano piano cambia l’anima. Si può anche pregare con altri: in famiglia, in piccoli gruppi, in parrocchia. Ma anche da soli, il laico che apre il Breviario partecipa al coro universale della Chiesa.

Pregare le Ore significa imparare a pregare con le parole di Dio. Significa santificare il giorno non fuggendo il tempo, ma entrando in esso con lo Spirito. Significa offrire ogni ora come un piccolo sacrificio d’amore. E lentamente, giorno dopo giorno, il cuore si plasma, la mente si purifica, e la vita stessa diventa liturgia.

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