Tra le antiche tradizioni della Persia, lo Zoroastrismo è una delle più profonde e influenti. Fondata dal profeta Zarathustra, questa antica religione vede l’universo come una battaglia tra luce e oscurità, ordine e caos, e celebra la sacralità della natura e del tempo.
Una delle sue tradizioni più affascinanti è quella dei Gahambar, sei grandi festività che scandiscono l’anno, ognuna legata a un aspetto fondamentale della creazione e della vita umana. Ma cosa rappresentano esattamente?
Secondo lo Zoroastrismo, Ahura Mazda, il Dio supremo, ha creato il mondo in sei fasi, e ogni Gahambar celebra una di esse. Maidhyozarem, la creazione del cielo (tra aprile e maggio). Maidhyo-shema, la creazione delle acque (tra giugno e luglio). Paitishahem, la creazione della terra (tra settembre e ottobre). Ayathrem, La creazione delle piante (tra ottobre e novembre). Maidyarem, La creazione degli animali (tra dicembre e gennaio). Hamaspathmaidyem, la creazione dell’uomo e delle anime immortali (tra marzo e aprile, vicino al Nowruz).
I Gahambar non erano solo momenti di preghiera, ma anche occasioni per rafforzare la comunità. Durante queste festività, si praticavano atti di carità, si condividevano pasti collettivi e si ribadivano i valori fondamentali dello Zoroastrismo, buon pensiero, buona parola e buona azione.
Nonostante i secoli e le trasformazioni della Persia, il rito Gahambar è ancora praticato nelle comunità zoroastriane, soprattutto in India (tra i Parsi) e in Iran.
“Onoriamo la Creazione di Ahura Mazda, affinché la luce prevalga sulle tenebre.”
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