La risposta sintetico-filologica a questa domanda diffusissima è no, nei testi sacri, nei miti antichi e nella documentazione storica primaria di nessuna religione precristiana esiste una divinità la cui nascita sia esplicitamente attestata al 25 dicembre.
L’idea che molte divinità pagane siano nate il 25 dicembre è un mito storiografico contemporaneo, nato principalmente in epoca illuminista, ripreso dal comparatismo ottocentesco e diffuse a livello di massa da saggistica divulgativa non specialistica o documentari di inizio anni 2000 (come Zeitgeist).
Analizzando i singoli casi storici in modo rigoroso sui testi antichi la cosa risulta chiara ed evidente.
Nel culto mitraico romano (specialmente sotto l’Impero), la data del 25 dicembre era associata al Natalis Solis Invicti (la nascita del Sole Invicibile), istituita ufficialmente dall’imperatore Aureliano nel 274 d.C. Poiché Mitra era assimilato al Sole, la festa solare del solstizio d’inverno fu legata anche a lui.
Tuttavia, nei testi originali persiani (Avesta) o nell’iconografia dei mitrei romani, non si parla di una “nascita il 25 dicembre”: il mito di Mitra narra che egli nacque dalla roccia (petrogenitus), già adulto e armato di torcia e coltello, senza alcuna datazione nel calendario.
Nel calendario egizio antico non esisteva il 25 dicembre (il calendario era diviso in 12 mesi da 30 giorni più 5 giorni epagomeni).
Osiride nacque nel primo dei giorni epagomeni (che corrispondeva all’incirca a metà agosto nel nostro calendario sesto-giuliano).
Horus nacque nel mese di Khoiak, ma le feste legate alla sua nascita e al suo trionfo variavano lungo l’anno agricolo e le piene del Nilo. Plutarco (De Iside et Osiride) inserisce la nascita di Horus nel periodo della semina autunnale/invernale, ma mai al 25 dicembre.
Le festività dedicate a Dioniso in Attica (come le Piccole Dionisie o Dionisie Rurali) si tenevano nel mese di Poseidone (tra dicembre e gennaio attuali), legato alla torchiatura del vino e al solstizio. Tuttavia, i miti greci (Esiodo, Euripide) narrano la sua doppia nascita (prima dal grembo di Semele e poi dalla coscia di Zeus), senza mai fissare un giorno del mese per la sua nascita biologica.
I riti di Attis nell’Impero Romano erano strettamente legati all’equinozio di primavera, non al solstizio d’inverno. Il ciclo festivo di Attis e Cibele si svolgeva dal 15 al 27 marzo (con la celebrazione della sua morte e resurrezione/rinascita il 24-25 marzo, gli Hilaria). Non vi è alcun testo antico che collochi la sua nascita al 25 dicembre.
La nascita di Krishna (Krishna Janmashtami) è calcolata sul calendario lunisolare induista e cade il drammatico ottavo giorno (Ashtami) della quindicina oscura del mese di Shravana (che nel calendario gregoriano corrisponde a agosto o settembre).
L’associazione del 25 dicembre con la divinità nasce da un fattore astronomico e politico romano.
Nel calendario giuliano promosso da Giulio Cesare nel 45 a.C., il solstizio d’inverno cadeva astronomicamente il 25 dicembre. Era il momento in cui la notte smetteva di allungarsi e il giorno tornava a crescere (la “vittoria della luce sulle tenebre”).
Nel 274 d.C., Aureliano consacrò il 25 dicembre alla festa del Sol Invictus per unificare le varie religioni solari dell’Impero sotto un unico culto di Stato.
Nel IV secolo (attestato per la prima volta nel Cronografo del 354 a Roma), la Chiesa di Roma fissò la celebrazione liturgica della natività di Cristo il 25 dicembre, sovrapponendo il simbolismo teologico del “Sole di Giustizia” (Profezia di Malachia) alle celebrazioni civili e solari romane preesistenti.
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