Nelle società tradizionali, lo spazio non era mai un’entità neutra o puramente quantitativa. L’atto del costruire rappresentava una replica della cosmogonia divina, e l’artigiano agiva come un operatore rituale. L’etimologia stessa del termine architetto deriva dal greco arché (principio, origine) e téchne (arte, maestria), indicando colui che ordina la materia secondo i principi primi. Gli utensili di costruzione, come la squadra (simbolo della rettitudine flessibile della terra e della giustizia) e il compasso (simbolo del cielo e della determinazione dei limiti spirituali), costituivano strumenti di una profonda pedagogia iniziatica.
L’architettura sacra si configurava come un libro di pietra progettato per l’istruzione dell’anima e per favorire l’ascesa mistica. Questa concezione trova la sua massima espressione in strutture cardine della storia spirituale:
Il Tempio di Salomone, la cui struttura ripartita in Atrio, Santo e Santissimo (Kodesh HaKodashim) rifletteva la divisione tripartita dell’universo e dell’uomo (corpo, anima, spirito), fungendo da asse del mondo (axis mundi) per la manifestazione della Shekhinah (la presenza divina).
La Hagia Sophia di Costantinopoli, capolavoro dell’architettura bizantina, in cui l’immensa cupola sospesa sembrava discendere direttamente dal cielo, simboleggiando la volta celeste che abbraccia la terra, realizzando visivamente il mistero dell’Incarnazione e della transfigurazione cosmica.
La Chiesa di Santa Sofia a Benevento, con la sua pianta eccezionalmente complessa e l’uso di colonne di spoglio disposte secondo geometrie non regolari, rappresenta un fulgido esempio di architettura sapienziale longobarda, concepita come un percorso labirintico e ascensionale in cui la disposizione della luce e dei pilastri costringeva il fedele a una continua mutazione della prospettiva interiore, propedeutica alla contemplazione del divino.
Con il passaggio alla modernità e all’iper-materialismo, questa capacità di lettura ed edificazione sapienziale è andata incontro a un declino cognitivo e spirituale. Le grandi costruzioni contemporanee non vengono più edificate per l’elevazione dell’anima, ma rispondono a logiche mercantili ed estetiche profane. Si è passati dalla ricerca del Sapere (la Sophia) all’esaltazione della gloria mondana e dell’impatto visivo fine a se stesso, sostituendo l’orientamento metafisico con il nichilismo della materia.
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