Il passaggio epocale dalle monarchie tradizionali di diritto divino all’architettura degli Stati moderni e contemporanei non costituisce unicamente un fenomeno di ordine sociale, economico o giuridico. Dietro le quinte della storia profana si muove una precisa corrente esoterica e rituale che ha plasmato i princìpi fondamentali, le carte costituzionali e la stessa simbologia delle istituzioni civili occidentali. La Libera Muratoria, lungi dal configurarsi come una mera associazione filantropica o un circolo intellettuale d’opinione, ha operato come un vero e proprio laboratorio metafisico, imponendo una specifica visione dell’uomo, della libertà e dell’ordine sociale. Per penetrare la realtà di questa influenza culturale e istituzionale, è necessario sviscerare la filologia dei suoi princìpi, rintracciandone le fonti storiche verificate e i parallelismi strutturali che uniscono l’ascesi del tempio alla pragmatica dei codici legislativi.
La nascita dello Stato moderno occidentale trova il suo evento cosmogonico e capostipite nella Rivoluzione Francese del 1789, un cataclisma politico che segna il passaggio dall’antico ordine gerarchico fondato sull’altare e sul trono sacro alla democrazia rappresentativa e laica. Questo processo vide la diretta e massiccia partecipazione dei quadri delle logge dell’epoca, in particolare del Grande Oriente di Francia. Il trinomio emblematico che divenne il vessillo della Rivoluzione e, successivamente, della Repubblica Francese, Liberté, Égalité, Fraternité, non è una formulazione nata spontaneamente dall’agitazione popolare, bensì la trasposizione dei tre pilastri morali e iniziatici che governano l’ingresso dei candidati nei templi massonici. All’interno della Loggia, la Libertà rappresenta lo svincolamento dai dogmi e dalle catene dell’ignoranza, l’Uguaglianza si riflette nel livellamento rituale di tutti i fratelli, che lavorano “sulla livella” indipendentemente dal ceto sociale d’origine, la Fratellanza costituisce il collante mistico della catena d’unione tra gli iniziati. Con l’avvento dell’era napoleonica, questa struttura ideologica ed esoterica venne codificata militarmente e giuridicamente in tutta Europa. Lo stesso Napoleone Bonaparte, pur mantenendo un atteggiamento pragmatico verso la Chiesa cattolica, favorì la diffusione della Massoneria attraverso la figura di suo fratello Giuseppe Bonaparte, nominato Gran Maestro del Grande Oriente, trasformando le logge nell’ossatura burocratica e intellettuale dell’Impero, e diffondendo ovunque i germi del diritto moderno tramite il Codice Napoleonico. Sebbene la Francia abbia cambiato numerose costituzioni dal 1789 a oggi, l’influenza del simbolismo massonico sulla stesura dei testi francesi e sui suoi simboli repubblicani è totale.
La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789, il testo filosofico che fa da preambolo alla Costituzione francese, è iconograficamente rappresentata su due tavole di pietra (che richiamano le Tavole della Legge di Mosè ma anche la Pietra Squadrata). Al vertice di queste tavole è sempre raffigurato lo stesso simbolo presente sul dollaro americano, il triangolo radiante con l’occhio centrale che illumina il testo sottostante, a simboleggiare che la legge umana è legittima solo se riflette la Ragione Universale. La stessa triade costituzionale francese Liberté, Égalité, Fraternité fu mutuata direttamente dai registri e dai lavori del Grande Oriente di Francia della fine del Settecento, divenendo la formula esoterica di ordinamento sociale più famosa del mondo occidentale. In tutte queste nazioni, la Costituzione ha operato come un “testo di fondazione” geometrico, un tentativo di calare sulla terra, attraverso le leggi dello Stato, le medesime leggi di armonia ed equilibrio che i costruttori medievali cercavano di imprimere nelle cattedrali di pietra.
In Italia, il processo di unificazione risorgimentale e la successiva fondazione dello Stato unitario mostrano la medesima impronta tradizionale e muratoria. Figure centrali come Giuseppe Mazzini, pur mantenendo una posizione filosoficamente eterodossa e talvolta critica verso le strutture formali dell’ordine, e Giuseppe Garibaldi, che ricoprì la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, interpretarono il Risorgimento non come una mera conquista territoriale sabauda, ma come un’ascesi collettiva, una rigenerazione spirituale del popolo italiano da sottrarre all’influenza temporale del Papato. Questo filo rosso esoterico e costituzionale non si interrompe con la caduta della monarchia, ma giunge intatto fino alla nascita della Repubblica Italiana nel secondo dopoguerra. Il momento di massima sintesi giuridica di questa spiritualità laica si realizza durante i lavori dell’Assemblea Costituente, in particolare attraverso l’opera di Meuccio Ruini. Giurista di orientamento radical-democratico, Ruini fu il Presidente della “Commissione dei 75”, l’organo incaricato di redigere materialmente il progetto della Carta Costituzionale. Egli era un noto ed eminente esponente del Grande Oriente d’Italia, iniziato nella Loggia “Rienzi” di Roma. Il suo ruolo di coordinamento e di mediazione fu decisivo per l’architettura finale del testo, egli operò come un vero “Grande Architetto” della Carta, smussando gli angoli e mediando le profonde divergenze tra l’anima cattolica, l’anima marxista e quella laico-liberale. Insieme a Ruini, sedevano tra i banchi della Costituente altri storici esponenti della libera muratoria, come Randolfo Pacciardi e Giovanni Conti, entrambi esponenti del Partito Repubblicano Italiano. La loro azione si concentrò con precisione chirurgica sulla tutela della libertà di coscienza, sulla difesa dei diritti civili e sul principio cardine della separazione tra Stato e Chiesa. Di conseguenza, la Costituzione Italiana possiede una base spirituale massonica intrinseca, l’Articolo 3, che sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione, rappresenta la perfetta traduzione giuridica del principio iniziatico della “livella”.
Il testo originale della Costituzione approvato nel 1947 è composto da 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali. Nella numerologia tradizionale e nella simbologia esoterica occidentale, questi numeri possiedono precise corrispondenze.
Il numero 139 si riduce teosoficamente al numero 4 (1 + 3 + 9 = 13, e 1 + 3 = 4). Il 4 rappresenta il quaternario, la stabilità terrena, il cubo, la pietra squadrata e la legge che governa il mondo manifesto. Rappresenta la solidità geometrica su cui si edifica il Tempio o, in questo caso, lo Stato. Il numero 13, passaggio intermedio, è storicamente legato alla morte iniziatica e alla rinascita, simboleggiando la fine del regime fascista e la nascita della Repubblica. Il numero 18 delle disposizioni si riduce al numero 9 (1 + 8 = 9), il numero del compimento, dell’iniziazione e del ciclo che si chiude per dare vita a un nuovo ordine. Una coincidenza strutturale rilevante riguarda la Commissione dei 75, l’organo presieduto dall’iniziato Meuccio Ruini e incaricato di redigere la Carta. Il numero 75 si riduce al 12 (7 + 5 = 12), numero dello Zodiaco, delle tribù d’Israele, dei costruttori della cattedrale e della perfezione strutturale, che a sua volta si riduce al 3 (1 + 2 = 3), il numero sacro per eccellenza della Libera Muratoria, che governa la loggia attraverso le tre Luci (Maestro Venerabile, Primo Sorvegliante, Secondo Sorvegliante).
Al di là della struttura numerica, sono i termini e la disposizione dei concetti nei Principi Fondamentali a riflettere una precisa gnoseologia (dottrina della conoscenza) e una visione antropologica di matrice iniziatica e illuminista.
L’Articolo 1 radica la Repubblica sul “lavoro”. Nella tradizione massonica, derivata dalle corporazioni di mestiere dei costruttori medievali, il lavoro non è mera fatica economica, ma lo strumento di perfezionamento interiore del singolo e di edificazione del Tempio sociale. L’uomo che lavora trasforma la “pietra grezza” (se stesso nello stato di natura) in “pietra squadrata” (il cittadino consapevole). Il lavoro costituzionale è il mezzo per il “pieno sviluppo della persona umana” citato nell’Articolo 3, che ricalca l’ideale iniziatico dell’autocostruzione spirituale.
L’Articolo 2 richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di “solidarietà politica, economica e sociale”, traducendo in termini giuridici il principio della Fratellanza universale.
L’Articolo 3 introduce il concetto di “pari dignità sociale”, un parallelismo diretto con il principio dell’uguaglianza muratoria, dove ogni differenza di censo, razza o religione decade all’interno del Tempio. Il secondo comma impone allo Stato di “rimuovere gli ostacoli” che limitano la libertà e l’uguaglianza. Questo concetto di rimozione e di liberazione dai condizionamenti profani è l’esatto equivalente politico del processo catartico di purificazione e di spogliazione dei metalli a cui è sottoposto il profano prima di ricevere la luce.
L’Articolo 4, inoltre, parla del dovere di concorrere al “progresso materiale o spirituale della società”. L’accostamento esplicito del termine “spirituale” all’interno di un testo laico e in combinazione con il progresso materiale riflette la visione filosofica del Risorgimento laico e massonico (si pensi a Giuseppe Mazzini e al suo saggio “Doveri dell’Uomo”), dove l’evoluzione sociale non può essere slegata dall’elevazione interiore della coscienza.
L’architettura della Costituzione riproduce la struttura del macrocosmo specchiato nel microcosmo sociale. I primi 12 articoli, i Principi Fondamentali, agiscono come il piano archetipale e immutabile, i principi divini o celesti che governano la manifestazione. La Parte Prima (Diritti e doveri dei cittadini) e la Parte Seconda (Ordinamento della Repubblica) rappresentano la traduzione di questi principi nella materia densa della burocrazia, della politica e dei rapporti umani. Questo impianto trova un perfetto parallelo nel Prologo del Vangelo di Giovanni (1, 1-18), testo sacro cardine posto sull’Altare dei Giuramenti nelle logge di tradizione cristiana o giovannea. Come il Verbo si fa carne e abita tra gli uomini per ordinare il caos originario, così il Principio ideale della sovranità e della dignità umana si fa codice scritto nell’Assemblea per ordinare il caos del dopoguerra e dare vita al corpo dello Stato.
Un altra analisi importante riguarda la geometria sacra dell’emblema della Repubblica Italiana. I simboli visivi che rappresentano lo Stato, approvati ed emanati in concomitanza con la Carta Costituzionale nel 1948, ne costituiscono la sintesi visiva e talismanica. L’emblema ufficiale, disegnato da Paolo Paschetto e adottato il 5 maggio 1948, non è una semplice composizione araldica, ma un vero e proprio compendio di iconografia esoterica che dialoga costantemente con i concetti espressi nei primi articoli della Costituzione.
Al centro geometrico dell’emblema si staglia la Stella a cinque punte (il Pentalpha o Pentagramma). Dal punto di vista storico, la Stella d’Italia o Stellone è una delle più antiche allegorie della terra italiana, associata alla Venere notturna (l’Afrodite greca) che guidava i naviganti verso le coste italiche. Nella tradizione esoterica, pitagorica e massonica, la stella a cinque punte rappresenta il Microcosmo, l’Uomo Vitruviano con le braccia e le gambe divaricate, ovvero l’essere umano che ha pienamente sviluppato le sue facoltà intellettuali e spirituali attraverso il lavoro su di sé. È il simbolo dell’equilibrio tra lo spirito e la materia (i quattro elementi dominati dalla punta superiore, lo Spirito). Il suo posizionamento sopra la Ruota Dentata indica la preminenza della Coscienza e dell’Ingegno sul lavoro prettamente materiale. La Stella poggia su una ruota dentata d’acciaio. Esotericamente, la ruota dentata rappresenta il Quaternario in movimento, il ciclo del tempo e della manifestazione, ma è anche il simbolo del lavoro inteso come Opus, l’opera di trasformazione della materia.
Mentre l’Articolo 1 della Costituzione sancisce che la Repubblica è “fondata sul lavoro”, l’emblema mostra visivamente la ruota della tecnica e dell’industria. Essa rappresenta la “Pietra Grezza” che viene lavorata collettivamente dall’umanità. I denti della ruota, identici e concatenati, indicano l’uguaglianza dei cittadini (Articolo 3) che cooperano in armonia per il funzionamento del Grande Orologio Cosmico che è lo Stato.
Il nucleo centrale è racchiuso da due rami di piante opposte e complementari, legati in basso da un nastro tricolore, a formare una corona aperta, configurazione tipica dei templi e dei luoghi sacri.
Posto a destra (sinistra per chi guarda), rappresenta la forza, la costanza, la dignità e la solidità legislativa. È l’albero sacro a Giove/Zeus, asse del mondo e simbolo del potere temporale legittimo, della stabilità delle istituzioni e del rigore della legge. Rappresenta la severità del Dovere esplicitato nell’Articolo 2 della Costituzione.
Posto a sinistra (destra per chi guarda), rappresenta la pace, l’armonia, la sapienza e la fratellanza. È l’albero sacro ad Atena/Minerva, la dea della sapienza iniziatica e della giustizia equa. Rappresenta il ripudio della guerra sancito dall’Articolo 11 e la ricerca della pace universale attraverso la diplomazia e l’elevazione spirituale.
Nella dinamica dei contrari, l’accostamento di Quercia e Olivo riproduce visivamente le due colonne del Tempio di Salomone, Jachin (la stabilità, la forza, l’elemento maschile, la Quercia) e Boaz (la fermezza nella grazia, la sapienza, l’elemento femminile, l’Olivo). L’equilibrio tra queste due forze polari genera l’armonia sociale garantita dalla Costituzione. L’emblema della Repubblica opera come un vero e proprio Pantacolo geometrico, sintetizza la Forza della legge (Quercia), la Sapienza della convivenza (Olivo), l’Opus del perfezionamento collettivo (Ruota) e l’ideale dell’Uomo Rigenerato (Stella).
Un parallelismo simbolico e strutturale come quello italiano si riscontra anche nella genesi della Costituzione degli Stati Uniti d’America, testo capostipite del costituzionalismo moderno occidentale. I Padri Fondatori, a partire da George Washington (che prestò giuramento come Presidente sulla Bibbia della Loggia di St. John) fino a Benjamin Franklin, applicarono i princìpi della geometria sacra e del deismo illuminista alla costruzione dello Stato. La stessa pianta della città di Washington D.C., progettata dall’architetto e massone Pierre Charles L’Enfant, riproduce sulla superficie terrestre simboli geometrici come la squadra e il compasso. La Costituzione americana, con il suo Bill of Rights incentrato sulla totale libertà di culto e di parola e sul rifiuto di una religione di Stato, riflette la concezione massonica del Grande Architetto dell’Universo, una divinità non dogmatica, ordinatrice del cosmo, che garantisce i diritti naturali dell’uomo senza l’intermediazione di alcuna gerarchia ecclesiastica. Gli Stati Uniti rappresentano l’esempio fulgido di una nazione la cui fondazione ed estetica istituzionale sono state modellate da liberi muratori. Di fatto, 33 dei 55 delegati della Convenzione di Filadelfia che redassero la Costituzione degli Stati Uniti del 1787 erano iniziati alla massoneria, inclusi George Washington (che presiedette la Convenzione) e Benjamin Franklin. Esiste una sovrapposizione filologica tra le Masonic Constitutions di James Anderson (il testo fondamentale della massoneria moderna del 1723, ristampato nelle colonie proprio da Benjamin Franklin nel 1734) e l’impianto della Costituzione americana. Alcuni passaggi e concetti legati alla gestione delle assemblee, al voto a maggioranza e alla rotazione delle cariche furono mutuati direttamente dai regolamenti delle logge coloniali, che all’epoca rappresentavano gli unici laboratori pratici di autogoverno democratico e paritetico in un mondo dominato dalle monarchie.
Il legame visivo e talismanico con l’esoterismo è impresso nel Grande Sigillo degli Stati Uniti (riprodotto sulla banconota da un dollaro), approvato dal Congresso e ideato con il contributo di diversi massoni. La Piramide Incompiuta composta da 13 gradoni (il numero delle colonie fondatrici, ma anche il numero della trasformazione alchemica), rappresenta il Tempio dell’Ordine Sociale ancora da completare. L’Occhio della Provvidenza inscritto in un triangolo radiante che sovrasta la piramide, rappresenta l’occhio di Horus o il Grande Architetto dell’Universo (G.A.D.U.) che vigila sull’edificazione spirituale e materiale della nazione. Il motto “Novus Ordo Seclorum” tratto dalle Bucoliche di Virgilio ma reinterpretato in chiave massonica come l’inizio di una nuova era di luce, tolleranza e ragione che spezza le tenebre dell’oscurantismo.
Nel XIX secolo, la decolonizzazione dell’America Meridionale dall’Impero Spagnolo fu interamente pianificata e guidata da reti di società segrete a carattere iniziatico, strutturate sul modello muratorio. La più celebre fu la Loggia Lautaro (originariamente Logia de los Caballeros Racionales), fondata a Londra da Francisco de Miranda e diffusa in tutto il continente da Simón Bolívar e José de San Martín. Per Bolívar e i costituenti sudamericani, l’atto di redigere una Costituzione non era semplicemente un adempimento giuridico, ma la trasposizione profana del giuramento iniziatico di liberazione. Nelle Costituzioni della Grande Colombia, della Bolivia e del Perù, i concetti di “Virtù”, “Unione” e “Rigenerazione”, termini tecnici dei rituali massonici del Rito Scozzese Antico ed Accettato, vennero inseriti direttamente nei preamboli legislativi. La struttura triadica dello Stato (Esecutivo, Legislativo, Giudiziario) veniva letta nei circoli dei Libertadores come il riflesso dei tre pilastri che sostengono la Loggia ovvero, Sapienza, Forza e Bellezza. San Martín applicò questi canoni esoterici persino nel disegnare la prima bandiera e i simboli del Perù liberato.
Nel panorama delle carte europee contemporanee, la Costituzione della Repubblica Portoghese del 1976 offre un ulteriore, lampante parallelismo. Nata dalle ceneri della dittatura di Salazar in seguito alla Rivoluzione dei Garofani del 1974, la carta lusitana venne fortemente influenzata dalle storiche logge del Grande Oriente Lusitano, che erano state per decenni il fulcro della resistenza clandestina al regime. Il testo costituzionale portoghese si distingue nel contesto europeo per l’estremo rigore con cui difende il principio di laicità dello Stato e per la centralità assoluta attribuita ai diritti di associazione e alla libertà di coscienza, riflettendo la medesima struttura valoriale della tradizione muratoria.
Dal punto di vista della spiegazione pragmatica delle pratiche, l’azione della spiritualità massonica nelle istituzioni non si attua attraverso riti di dominio esteriore o teocrazie visibili, bensì tramite il metodo del “lavoro coperto” e dell’influenza culturale progressiva. La pratica muratoria prevede l’educazione dei propri membri all’interno del tempio, attraverso la meditazione sui simboli della costruzione (la pietra grezza da sgrossare, il filo a piombo per l’edificazione verticale, la squadra per la rettitudine morale), affinché essi, una volta tornati nel mondo profano, agiscano come fermento silenzioso nella società. L’ascesi massonica consiste in questa progressiva chiarificazione intellettuale e razionale che rifiuta il misticismo passivo o l’estasi contemplativa, preferendo un’operatività concreta volta al perfezionamento dell’umanità. Quando questo connubio tra idealità spirituale e azione legislativa si corrompe o si riduce a mero lobbismo di potere o affarismo profano, la Massoneria abdica alla sua funzione iniziatica originaria, degenerando in quelle forme di deviazione o di oligarchia burocratica che tradiscono la sacralità della Geometria originaria.
Bibliografia
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- Steven C. Bullock, Revolutionary Brotherhood: Freemasonry and the Transformation of the American Social Order, 1730-1840, University of North Carolina Press, 1996
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